Interrogazione a risposta immediata 
Al  Ministro degli Interni — per sapere — premesso che: 
-Il  Sig. Ministro dell’Interno Giuliano Amato, riferendo davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito alla riforma della Legge Bossi-Fini, ha dichiarato: “Non è possibile eliminare i Cpt e lasciare per la strada chi sbarca anche perché c’è un’emergenza sanitaria con casi di lebbra, Tbc e scabbia” (Corriere della Sera del 28/09/2006); “[Gli immigrati] sono un pericolo sanitario. Serve una verifica” (La Stampa del 28/09/2006) 
 
-Non è la prima volta che un ministro della Repubblica identifica gli immigrati presenti nel nostro Paese come un pericolo sanitario: solo qualche mese fa, l’allora Ministro della Salute Francesco Storace avanzava la proposta di screening sanitari obbligatori per tutti gli immigrati al momento dell’arrivo in Italia. 
 
-I pregiudizi che vedono gli stranieri come inevitabili portatori di rischi per la salute della collettività sono tali e rilevanti da essere stati riassunti nella definizione “sindrome di salgari”, coniata dalla Caritas di Roma più di venti anni orsono per riferirsi all’immaginario che molti operatori sanitari e persone in genere hanno riguardo le patologie che presentano gli immigrati e che non corrispondono ad una verifica locale. Vale la pena ricordare che Emilio Salgari è autore di romanzi che hanno come protagonisti personaggi ambientati in mondi esotici descritti in maniera particolareggiata e affascinante. Personaggi e luoghi entrati nelle case degli italiani attraverso la versione televisiva e che all’epoca hanno contribuito a sviluppare il loro immaginario sui luoghi esotici. Di fatto Salgari non ha mai visitato quei paesi e le sue descrizioni sono frutto delle cose che aveva letto amalgamate all sua fervida fantasia. 
 
-I pregiudizi al riguardo del “pericolo sanitario” sono adesso fortemente radicati nonostante svariati studi epidemiologici sottolineino da tempo che il rischio di importazione di malattie infettive ricollegabile all’immigrazione è trascurabile. Gli esperti parlano di “effetto migrante sano”, una forma di selezione naturale all’origine per cui decide di emigrare solo chi è in buone condizioni di salute. Una volta in Italia gli immigrati vedono progressivamente depauperare il loro patrimonio di salute, a causa della continua esposizione ai fattori di rischio della povertà —precarietà alloggiativa, sovraffollamento, scarsa tutela sul lavoro, alimentazione carente— ai quali si aggiungono il disagio psicologico legato allo sradicamento culturale e le difficoltà di accesso ai servizi sociosanitari 
 
-Queste considerazioni epidemiologiche sono confermate anche dall’analisi dei ricoveri, che evidenzia un basso impatto del fenomeno migratorio sui servizi ospedalieri —inferiore all’impatto demografico— per motivi essenzialmente riconducibili a eventi fisiologici come il parto o accidentali come i traumi.  
 
-Emergono alcune aree critiche per la salute degli immigrati, come ad esempio la tubercolosi e l’AIDS. Nel primo caso, la criticità non è tanto legata ai rischi di propagazione in forma epidemica alla popolazione ospitante, quanto piuttosto alle difficoltà di gestione dei casi in termini di adesione alle cure e di possibilità di seguire i pazienti nel tempo. Per quanto riguarda l’AIDS, un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio ha segnalato come la diffusione della malattia in Italia tra la popolazione straniera non sia allarmante, anzi negli ultimi anni i casi sono addirittura in diminuzione 
 
-L’idea che i Cpt possano rappresentare una risposta all’emergenza sanitaria degli immigrati, trasformandosi in luoghi impropri di degenza o di cura, non appare sostenibile. Anche in considerazione del fatto che da più parti vengono segnalate situazioni di estremo degrado all’interno dei centri, in grado di determinare o comunque aggravare le condizioni di salute delle persone ivi dimoranti. 
 
Il Ministro  è in possesso di informazioni differenti rispetto a quelle che emergono dalla letteratura scientifica, in merito a eventuali pericoli sanitari collegati all’emigrazione? 
 
Quali sono i motivi che hanno indotto il Ministro a usare toni così allarmistici? 
 
Quali sono le azioni e iniziative che il Ministro intende adottare per promuovere l’accoglienza, l’inserimento sociale e la garanzia dei diritti primari, primo fra tutti quello della vita e della salute, degli immigrati?